Istituto per la ricerca sociale

NEWSLETTER n. 35 - Luglio 2021

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Lavorare in smart working. Prospettive future e principali sfide per il suo utilizzo post pandemia

di Daniela Loi
Il lavoro agile così definito dalla normativa italiana (D. lgs 81/2017) o smart working va inquadrato nell’ambito delle politiche di flessibilità nell’organizzazione del lavoro che si stanno diffondendo in tutta Europa seppur con definizioni e impianti normativi differenti. Secondo la normativa italiana, lo smart working, è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che si fonda sulla volontarietà fra le parti (accordo tra lavoratore e datore di lavoro), su una spiccata flessibilità e autonomia del lavoratore (un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi) senza vincoli precisi di orario o di luogo di lavoro e che può prevedere l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche per lo svolgimento della prestazione lavorativa. Intorno al concetto di smart working si fa tuttora molta confusione, soprattutto per il grande uso che ne è stato fatto nel corso della pandemia con modalità che lo hanno spesso fatto coincidere con il semplice "lavorare da casa" e l’introduzione di procedure semplificate, previste attualmente fino alla fine del 2021, che derogano all’accordo fra le parti. Esploso a seguito dell’emergenza sanitaria per consentire la prosecuzione delle attività lavorative, la sua diffusione era tuttavia già iniziata prima della pandemia: nel 2019, in Italia, gli smart workers erano infatti pari a 570.000 (20% in più del 2018) e vi faceva ricorso il 58% delle grandi imprese, il 16% delle Pubbliche Amministrazioni e il 12% delle PMI (1). Durante il periodo di lockdown nazionale queste percentuali sono aumentate in maniera esponenziale con il coinvolgimento di 6,58 milioni di lavoratori e l’utilizzo dello smart working per ben il 94% delle PAs, il 97% delle grandi imprese e il 58% delle PMI. Chi già lo utilizzava vi ha fatto un maggiore ricorso ed è stato esteso a tipologie di lavoratori precedentemente escluse. L’incremento ha interessato soprattutto le donne, i lavoratori delle grandi imprese e dei settori le cui mansioni si prestano a essere svolte a distanza, mentre si è ridotto il gap nel suo utilizzo tra Nord e Sud Italia. Secondo le stime dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel settore privato sia il numero degli smart-workers (ben oltre 5 milioni), che l’intensità di utilizzo rimarranno su livelli elevati, con molti dei nuovi contratti aziendali che prevedono da 2 giorni al mese ad almeno 2/3 gg settimanali in smart working. Le imprese tenderanno ad uno smart working “misto”, che prevede un’alternanza delle giornate in presenza e fuori ufficio in aderenza a quanto previsto dalla legge. Al contrario, nel settore pubblico, le prospettive di ricorso allo smart working appaiono già nettamente ridimensionate. Con il Decreto Proroghe (aprile 2021), scompare infatti l'obbligo del 50% di utilizzo dello smart working nelle PAs, così come quello del 60% in caso di adozione del POLA - Piano Organizzativo per il Lavoro Agile - fissato a un ben più limitato 15%.
L’analisi dei benefici e delle criticità incontrate nell’utilizzo dello smart working risente degli effetti del suo utilizzo in emergenza. Tuttavia, è possibile evidenziare alcuni primi impatti sui lavoratori, le imprese e le principali sfide da affrontare per un suo più efficace utilizzo. In generale, l’adozione di questo nuovo approccio organizzativo richiede un ripensamento complessivo della disciplina normativa e contrattuale del lavoro che riflette attualmente modelli organizzativi e conseguentemente trattamenti economico-normativi, basati sulla presenza fisica in ufficio (si pensi ai permessi, al lavoro straordinario, ecc.). Cruciale è la regolamentazione degli aspetti più controversi relativi all'orario di lavoro e al diritto alla disconnessione attraverso il ricorso alla contrattazione aziendale nel settore privato e alla contrattazione collettiva nel pubblico impiego. Importante è anche preservare l’alternanza tra lavoro in e fuori ufficio (impossibile con lo smart working emergenziale) per evitare la sensazione di isolamento lamentata da molti lavoratori.
Per quanto riguarda gli effetti sulla competitività aziendale – finalità attribuita allo smart working dalla normativa – a parte l’evidente abbattimento dei costi di gestione per le imprese, gli effetti sulla performance e produttività del lavoratore sono di difficile valutazione, se si considera che il lavoro per obiettivi e la responsabilizzazione del lavoratore difficilmente sono stati attuati in emergenza e che dovrebbero essere definiti sistemi di valutazione basati sui risultati e non sulle ore di presenza in ufficio.
Anche l’utilizzo dello smart working come strumento di conciliazione –  altra importante finalità evidenziata dalla normativa – è difficile da valutare, considerato l’aggravio dei carichi di cura per gli smart workers, soprattutto donne, a causa della contemporanea chiusura delle scuole e ricorso alla didattica a distanza. I recenti provvedimenti del Governo che hanno escluso gli smart workers dai beneficiari del voucher baby-sitter non risolvono tale difficoltà, rivelando al contrario la tendenza a considerare spesso questo strumento come sostitutivo/integrativo dei servizi di cura. Lo smart working può certamente contribuire a migliorare la gestione dei tempi di vita e di lavoro, e per questa via anche l’occupazione femminile, solo laddove i servizi di cura vengano rafforzati e lo smart working sia utilizzato anche dagli uomini, consentendo una più equa redistribuzione dei compiti di cura.
Potenziali effetti positivi di un uso su larga scala dello smart working sono la riduzione delle emissioni e l’animazione delle periferie che possono diventare attrattori di investimenti e servizi. Si tratta di cambiamenti che devono essere accompagnati tuttavia da una forte regia territoriale per evitare distorsioni e impatti negativi sull’indotto dei centri urbani e sui settori collegati al pendolarismo.
Nel complesso, è fondamentale promuovere un’implementazione dello smart working realmente inclusiva a tutti i livelli (genere, geografia, generazione) anche grazie ai fondi del Next Generation EU per lo sviluppo delle competenze digitali - soprattutto per i lavoratori anziani o con competenze obsolete - l'acquisizione di attrezzature tecnologiche e il potenziamento di servizi e infrastrutture digitali in tutto il Paese.
IRS ha recentemente condotto uno studio per il Parlamento Europeo “The impact of digital work and teleworking on workers and society”, che include un Caso Studio sull’Italia con le opinioni di stakeholder nazionali e parti sociali rappresentative del mondo delle imprese e dei lavoratori su benefici e criticità riscontrate a seguito dell’utilizzo dello smart working (Vedi NL 34).

(1) Osservatorio su Smart Working del Politecnico di Milano (OSW), Smart Working: il futuro del lavoro oltre l’emergenza, 2020.

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Approaches to estimating the magnitude of non-compliance with minimum wages, mapping the enforcement institutions and policy analysis

I salari minimi sono diffusi in tutta Europa: nel 2019, dei 28 Stati membri dell'Unione Europea, 22 avevano salari minimi di legge stabiliti a livello nazionale, e gli altri salari minimi contrattati a livello di settore (Austria, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia) o di occupazione (Cipro). Il salario minimo stabilisce il diritto legale dei lavoratori a “ricevere un importo minimo di retribuzione per il lavoro svolto in un determinato periodo, che non può essere ridotto da un contratto collettivo o da un contratto individuale” (ILO, 1970), proteggendo così i lavoratori da retribuzioni indebitamente basse. Tuttavia, esiste spesso una differenza tra regolamentazione de jure e de facto sia nei paesi avanzati che in quelli in via di sviluppo.
Il mancato rispetto delle norme sul salario minimo può avere effetti sulla concorrenza delle imprese ed è percepito sia dai lavoratori che dalle imprese come la principale minaccia al successo di una politica di salario minimo. Il mancato rispetto delle norme sul salario minimo è inoltre difficile da monitorare, soprattutto perché i dati sul mancato rispetto sono molto limitati data la difficoltà di identificare la non conformità e di misurarla con precisione.
L'obiettivo di questo studio, attualmente in fase di realizzazione in partnership con l’Università Cattolica di Milano, è fornire a Eurofound input sulla diffusione, la misurazione, l'applicazione e le best practices in relazione al mancato rispetto delle normative sul salario minimo negli Stati membri europei.
Per saperne di più potete rivolgervi a Manuela Samek Lodovici.

Centro Studi Salus Space

IRS è partner dell’Associazione Temporanea di Scopo che si occupa della gestione si Salus Space, ed in particolare, è responsabile di Forum Salus, il centro studi che ha il compito di mantenere viva la riflessione sui temi dell’innovazione sociale e del welfare interculturale. Non è solo uno spazio fisico all’interno di Salus Space, ma è, soprattutto, uno spazio aperto di riflessione non solo teorica, che intende coinvolgere i partner dell’ATS (i gestori), la Comunità degli abitanti, i cittadini e le cittadine e tutte quelle organizzazioni pubbliche e private che a diverso titolo si occupano dei temi dell’integrazione sociale, welfare interculturale, housing sociale, partecipazione e collaborazione, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e altro ancora. In Forum Salus vengono organizzati incontri pubblici, convegni, seminari, workshop, corsi di formazione e laboratori, anche in collaborazione con le organizzazioni che vogliono, utilizzando gli spazi, contribuire alla sostenibilità di Salus Space. Nel calendario è possibile scoprire tutti gli eventi già realizzati e quelli che via via saranno programmati da settembre, dopo la pausa estiva.
Per saperne di più potete rivolgervi a Daniela Oliva.

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REASON - REAct in the Struggle against ONline hate speech

IRS è partner scientifico del progetto REASON, promosso e finanziato dalla Commissione europea e coordinato da Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto intende migliorare le risposte delle autorità italiane e promuovere azioni per contrastare l’hate speech e l’hate crime, coinvolgendo alcune categorie cruciali come professionisti dell’ambito giudiziario, insegnanti, giornalisti e specifici target di gruppi bersagli di odio. Il progetto, inoltre, prevede la creazione di un Osservatorio nazionale per l'identificazione e l’analisi dei discorsi d'odio online, punto di riferimento per la società civile e per gli attori istituzionali nella prevenzione di hate speech (discriminazioni di genere, di orientamento sessuale, etnico-razziali, religiose). IRS coordinerà lo sviluppo e il rafforzamento dell'Osservatorio per l'identificazione dell'incitamento all'odio online, l’analisi delle informazioni, la progettazione e la realizzazione della piattaforma multimediale.
Per saperne di più potete rivolgervi a Flavia Pesce.

Revaluation of working conditions and wages for essential workers

IRS in partnership con Milieu Consulting ha avviato i lavori per la Commissione EMPL del Parlamento Europeo per la realizzazione di uno studio su “Revaluation of working conditions and wages for essential workers”.
Durante la pandemia di COVID-19, al fine di contenere la diffusione del virus, la maggior parte dei paesi dell'UE ha imposto misure di confinamento e restrizioni alla circolazione per tutti i cittadini e sospeso temporaneamente tutte le attività economiche (diverse dal lavoro da casa/telelavoro), ad eccezione di alcuni settori e lavori ritenuti “critici”, “essenziali” o “chiave” dai governi. Secondo i dati Eurostat, nel 2019 nell'UE27 erano 21,4 milioni i lavoratori impiegati nelle attività di assistenza sanitaria e sociale. Di questi, circa 10 milioni sono professionisti della salute e circa 4 milioni operatori della cura personale nei servizi sanitari.
Lo studio fornirà un'analisi delle sfide e dei rischi affrontati dai lavoratori essenziali durante la pandemia di COVID-19 per quanto riguarda salute, sicurezza e protezione sociale, condizioni di lavoro e salari e identificherà possibili azioni/ politiche per rivalutare queste occupazioni. L'analisi si concentrerà su lavoratori migranti e donne occupate in lavori essenziali e con bassa remunerazione (e.g., lavoratori stagionali del settore agricolo, lavoratori del comparto socio-sanitario e impiegati nei servizi alla persona, lavoratori del settore trasporti e della grande distribuzione alimentare).
Per saperne di più potete rivolgervi a Manuela Samek Lodovici.

Uno strumento per la segmentazione dell’utenza del Comune di Milano

Nel corso del 2020 e inizio 2021 IRS ha sviluppato un percorso di lavoro innovativo per il Comune di Milano. La richiesta della committenza era quella di sviluppare uno strumento di segmentazione/clusterizzazione dell’utenza che si rivolge al Servizio Sociale Professionale Territoriale di primo livello, e mettere a punto una articolazione dei progetti di presa in carico individuale in base ad elementi personali, familiari e di contesto nonché alle potenzialità evolutive di ciascuno. Abbiamo quindi costruito uno strumento di valutazione ‘ex ante’ rapido ed efficace della casistica che giunge al servizio, col coinvolgimento attivo delle direzioni centrali e dei coordinatori di tutti e nove i Municipi del Comune. Il gruppo ha lavorato alla costruzione dello strumento operativo che, a partire dalla analisi del bisogno e della condizione individuale e familiare, porta a delineare un progetto di intervento capace di integrare e valorizzare le risorse personali, familiari, della comunità di riferimento e del contesto territoriale in sinergia con le risorse messe a disposizione del servizio sociale.

Per saperne di più potete rivolgervi a Chiara Crepaldi.

WaW - Women at Work

IRS è partner del progetto INTERREG ITALIA SVIZZERA "WaW - Women at Work", volto a promuovere l'inclusione nel mondo del lavoro di donne fragili, attraverso l'attività congiunta di 9 partner (7 italiani, 2 svizzeri). Il progetto ha preso il via nel dicembre 2020 e durerà 24 mesi, con l'obiettivo di intercettare ed accompagnare verso l’autonomia almeno 300 donne in diverse situazioni di vulnerabilità perché vittime di violenza, o affette da disturbi psichiatrici o accolte in comunità mamma bambino.
IRS sta seguendo la parte relativa alla ricerca transnazionale, volta a ricostruire le specificità dei contesti in cui si svolge il progetto, i bisogni e le caratteristiche della popolazione target, le politiche di inclusione sociale e socio-lavorativa attive e le specificità dei percorsi di accompagnamento all’autonomia attivate dai partner progettuali. Verrà infine posta specifica attenzione alla dimensione dei costi sociali associati alla inazione, ovvero i costi sociali a livello individuale, collettivo e di comunità che deriverebbero dalla non presa in carico delle problematiche di cui queste donne sono portatrici.
Ecco il video appena realizzato. 
Per rimanere aggiornati sul progetto è possibile iscriversi qui alla newsletter bimestrale.
Per saperne di più potete rivolgervi a Chiara Crepaldi.

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irs lavora - Gli eventi e le pubblicazioni

Budget di Salute: dalle promesse a quale realtà?

Si è tenuto online il 20 maggio il seminario welforum dal titolo “Budget di salute: dalle promesse a quale realtà?”, organizzato in occasione dell’uscita dell’inserto speciale nel n.1 – Inverno 2021 di Prospettive Sociali e Sanitarie.
Intorno al Budget di salute è cresciuta l’attenzione e anche la narrazione. Il webinar ha avuto l’obiettivo di fare il punto sui progetti (anche di legge) in corso e sulle evidenze raggiunte. Perché tra l’auspicato e l’effettivo – con riferimento ai progetti individuali di vita – c’è uno scarto su cui vale la pena riflettere.
L’incontro ha visto la partecipazione di oltre mille e seicento persone e ha fornito 2 crediti formativi per assistenti sociali.
Da qui è possibile reperire tutto il materiale relativo all’evento (programma, slide dei relatori). La registrazione video è ora disponibile sul canale You Tube “Welforum comunica”.
Per saperne di più potete rivolgervi a Francesca Susani.

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Disabilità e inclusione: lavori in corso

La Fondazione CRC, nell’ambito del progetto Orizzonte Vela, ha proposto, il 6 maggio scorso, un incontro dal titolo “Disabilità e inclusione: lavori in corso”: un’occasione per approfondire il tema dell’occupazione e dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Durante il confronto, attraverso l’ascolto di esperienze sul tema dell’inclusione e del lavoro, sono stati messi in luce collegamenti e potenzialità per lo sviluppo locale, sollecitando nuove opportunità per creare una comunità inclusiva. All’evento hanno partecipato Claudio Castegnaro e Sergio Pasquinelli, con un intervento su “Il passaggio dalle prestazioni ai diritti, Convenzione ONU e Programma di Azione Biennale, Strategia EU 2021-2030 e impegni del Governo” e Nicola Orlando con un intervento su “Dati disponibili e dati necessari”.
Clicca qui per maggiori informazioni e scaricare le slides degli interventi.

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Formare tecnici specializzati per la Lombardia che riparte

Il 28 Maggio scorso IRS ha partecipato al Webinar pubblico “Formare tecnici specializzati per la Lombardia che riparte”, promosso dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione di Regione Lombardia; in particolare nella sezione su “Domande e Risposte” Manuela Samek Lodovici è intervenuta su quali sono i profili su cui puntare per la transizione ecologica, perché ci sono poche donne nei profili tecnici e quali sono le strategie per coinvolgere le piccole imprese.

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ReFlex - Smart working: normativa, contrattazione individuale e contrattazione collettiva; vantaggi, opportunità e criticità

Si è tenuto il 2 luglio online il primo incontro del ciclo di workshop laboratori tematici previsti dal progetto ReFlex per condividere le esperienze e offrire possibili risposte alle esigenze legate al welfare aziendale. Il workshop è stato organizzato da IRS, partner del progetto, ideato e coordinato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’apertura dei lavori di Tiziana Zannini, Direttore Generale Ufficio Politiche per la Famiglia, Dipartimento per le politiche per la Famiglia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, il workshop è stato introdotto e moderato da Flavia Pesce, Direttore di IRS. Sono intervenuti il Gruppo Intesa San Paolo, HERA ed Altromercato.
 

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ReFlex - I successivi incontri del ciclo di workshop e laboratori tematici della Community

Il ciclo di workshop e laboratori tematici, organizzati da IRS e realizzati nell’ambito del progetto ReFlex, è proseguito con altri due appuntamenti che si sono tenuti, sempre in modalità online, l’8 e il 12 luglio. Il 2° workshop “Esperienze di welfare aziendale nel settore bancario” è stato organizzato in collaborazione con ABI - Associazione Bancaria Italiana, ed ha avuto la finalità di approfondire alcune esperienze di welfare aziendale realizzate nel settore bancario (Gruppo Intesa San Paolo, UniCredit, Banco BPM, Banca del Piemonte). Il 3° workshop “Gli strumenti del welfare aziendale. Providers e piattaforme digitali: opportunità e vincoli” ha invece approfondito le opportunità, ma anche i vincoli dei providers e delle piattaforme digitali per l’erogazione di beni e servizi di welfare aziendale, con la partecipazione di AIWA, Associazione Italiana Welfare Aziendale, WeMI del Comune di Milano e Jointly Il Welfare condiviso. 
A metà settembre riprenderanno gli appuntamenti con un approfondimento sugli aggiornamenti normativi sul tema dello smart working. 
Per saperne di più potete rivolgervi a Elena Ferrari e Daniela Oliva.
 

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Regions in Recovery E- Festival

Il 7 giugno 2021 IRS ha preso parte, con un intervento di Manuela Samek Lodovici su “The gender dimension in Cohesion Policy 2014-2020. An overall insight and lessons learned”, al Regions in Recovery E-Festival, evento organizzato dalla Regional Studies Association che si è svolto dal 2 al 18 giugno, che ha avuto come focus idee di ricerca per pensare alle regioni e città in un momento di grande crisi e cambiamento. Il Festival ha accolto il lavoro di molti ricercatori e responsabili politici con l'obiettivo generale di riunire una comunità inclusiva per condividere spunti di ricerca e fare rete.
Per saperne di più potete rivolgervi a Manuela Samek Lodovici.
 

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Prospettive Sociali e Sanitarie – Campagna Abbonamenti 2021

Per il 2021, la storica rivista che ha festeggiato l’anno scorso i suoi cinquant’anni, prevede l’uscita di inserti monografici curati da un redattore, all’interno di ogni fascicolo. Gli inserti vengono poi affiancati ad articoli su tematiche varie. Sono finora usciti: n.1 – Inverno 2021 contenente un inserto speciale dedicato al Budget di salute; n. 2 – Primavera 2021, che presenta le relazioni del seminario “Welfare in cerca di futuro”, organizzato in occasione del cinquantesimo anno di pubblicazione della rivista; n.3  - Estate 2021, con un inserto dal titolo: “Prendersi cura dopo la tempesta”  Il n.4 – Autunno 2021 vedrà un inserto dedicato alle disuguaglianze di genere
Vi ricordiamo che l’abbonamento decorre da gennaio a dicembre e prevede l’invio degli arretrati usciti da inizio anno. Possibilità di accesso online agli archivi caricati dal 1996. Possibilità di acquistare i singoli fascicoli sia in cartaceo che in pdf.

Per saperne di più potete rivolgervi a Francesca Susani o visitare il sito della rivista.

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Congratulazioni Nicola!

È con grande piacere che comunichiamo l’elezione di Nicola Orlando, ricercatore dell’Area Mercato del Lavoro e Relazioni Industriali dell’IRS, come membro dell’Advisory Board del Network of Evaluation Societies in Europe - NESE

Certificazione Qualità ISO 9001:2015

Il 12 luglio IRS ha ottenuto il rinnovo triennale della certificazione qualità ISO 9001:2015.

Chiusura Uffici

Gli uffici IRS rimarranno chiusi in occasione del periodo estivo dal 9/8/2021 al 27/8/2021. Per urgenze è possibile scrivere alla casella irsmi@irsonline.it.
IRS augura a tutte e tutti Buone Vacanze!

© 2021 Istituto per la ricerca sociale, via XX Settembre 24, 20123 Milano.