FOCUS ON: Dalla definizione di museo alla valutazione degli interventi per la valorizzazione dei beni culturali

di Andrea Bagnulo

Il 24 agosto 2022, nell’ambito dell’Assemblea Generale Straordinaria dell’International Council of Museum (ICOM) a Praga, è stata approvata la nuova definizione di museo, frutto di un processo partecipativo che ha coinvolto 126 Comitati nel mondo[1]:

“Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che compie ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale, materiale e immateriale.

Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità.

Operano e comunicano in modo etico e professionale e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze.”

La definizione (al di là del fatto che sia più o meno comprensiva delle funzioni di un museo e innovativa, caratteristiche che, come ogni definizione, sono state oggetto del dibattito degli esperti di settore, anche tenuto conto delle trasformazioni e delle sfide indotte dalla pandemia) contiene molte parole chiave, che ritroviamo quotidianamente anche al centro della cronaca e del dibattito.

Innanzitutto, il richiamo all’attività di ricerca; funzione riconosciuta come primaria per un museo, è un’attività che viene a conoscenza del grande pubblico, soprattutto grazie alla comunicazione sulle nuove scoperte, basti pensare alla risonanza che ha avuto ultimamente la diffusione della notizia del ritrovamento dei bronzi a San Casciano dei Bagni. Inoltre, l’importanza attribuita alle finalità di conservazione, interpretazione ed esposizione, a cui si riconduce, ad esempio, l’attenzione alle nuove modalità di comunicare il patrimonio esposto, ma anche alla valorizzazione del patrimonio conservato, dei depositi, per cui diversi istituti adottano criteri di rotazione e organizzano visite e mostre temporanee.

Apertura, accessibilità, inclusione e sostenibilità sono parole chiave che rimandano alla più conosciuta, per il grande pubblico, ed ampia area della fruizione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale. Il museo si apre all’esterno, una dinamica che, comunque, pone al centro dell’attenzione molti aspetti, dai cambiamenti nelle modalità di visita, all’utilizzo delle nuove tecnologie e al più ampio tema dell’inclusione, dalle scelte in merito ai prestiti, agli allestimenti temporanei, al diritto allo sfruttamento dell’immagine. Ci sono, inoltre, questioni che attengono strettamente alle forme gestionali, che hanno ricadute sulle opportunità e modalità di fruizione: da anni si discute del valore delle scelte di esternalizzazione dei servizi, anche con la sperimentazione di forme di partenariato pubblico privato, che interessano anche le possibilità di apertura del patrimonio diffuso, che non rientra nei circuiti di maggiore attrattività.

La funzione educativa e le strategie dirette a favorire la condivisione delle esperienze investono non soltanto il rapporto con i visitatori, i turisti e le scuole, ma più in generale la comunità, anche per promuovere il senso di appartenenza del luogo a tutta la popolazione, accentuando ancora di più la finalità dell’inclusione.

In ultimo, considerando le diverse funzioni, sono rilevanti le interazioni che un museo può avere con il sistema delle imprese culturali e creative: si tratta di un settore composito, rilevante dal punto di vista economico e sociale, in alcuni ambiti caratterizzato da un alto contenuto innovativo, dinamico per le contaminazioni tra i diversi sotto settori e per le opportunità che le partnership possono offrire al museo.

Tutti questi riferimenti sono utili per orientare la valutazione degli interventi pubblici nel settore dei beni culturali. Si tratta di un’attività nella quale IRS è impegnata da anni, nell’ambito degli incarichi di valutazione dei Programmi di Sviluppo Regionale cofinanziati dai Fondi Strutturali e che riguarda non solo l’efficienza ed efficacia in sede di realizzazione del progetto, ma anche e soprattutto i cambiamenti che l’intervento finanziato con le risorse pubbliche produce, all’interno dell’istituzione culturale e nell’ambito del territorio di riferimento.

Occupandosi di sviluppo territoriale, IRS, ad esempio, ha recentemente valutato i risultati del Grande Progetto Pompei; le ricadute di diversi interventi di restauro e valorizzazione dei Grandi Attrattori e dei beni diffusi sul territorio; gli effetti della valorizzazione del patrimonio culturale anche in chiave di rigenerazione urbana.

E, trattando di sviluppo territoriale, tra le parole chiave, particolare rilevanza abbiamo attribuito alla accessibilità, alla sostenibilità, all’inclusione, al coinvolgimento delle comunità. In realtà, sono tutti temi strettamente interrelati tra di loro, perché accessibilità ed inclusione vanno di pari passo, così come il concetto di sostenibilità va, ormai, interpretato in chiave di medio e lungo termine, tenendo presenti gli obiettivi non solo finanziari, ma anche e soprattutto ambientali, sociali, generazionali.

Anche i musei, con la loro mission, contribuiscono al raggiungimento dei Global Goals per lo sviluppo sostenibile, e la valutazione ne deve tenere conto.

[1] https://www.icom-italia.org/definizione-di-museo/